28 gennaio 2024

La Rubrica R-esistente

dalla storia alla vita quotidiana:
una proposta moderna di cultura antifascista

Ogni sabato alle ore 10 un contributo alla cultura antifascista odierna: la memoria di persone legate ad alcune delle numerosissime pietre di inciampo sparse nel nostro Paese (e non solo) e le terribili vicende che esse tengono ancorate lungo le nostre strade; immagini resistenti che fissano in modo significativo alcuni frangenti della attualità; la conoscenza di realtà resistenti attuali, ovvero associazioni o gruppi organizzati che operano per dare attuazione ai valori della Costituzione; la segnalazione di proposte culturali che possono aiutare a scoprire e gustare i valori della Resistenza.


La volontà che muove questo appassionante progetto nasce dalla ferma convinzione che CHI SEMINA MEMORIA RACCOGLIE FUTURO: la vita quotidiana della nostra società è ancora impregnata di ingiustizie, diseguaglianze sociali e visioni distorte, che richiedono alle coscienze un occhio critico che veda i valori della Costituzione nei fatti odierni, una mente appassionata nel comprendere e cercare soluzioni, e piedi pronti a muoversi.


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3 febbraio 2024

Dante Mandelli

Dante Mandelli (Cunardo 18/09/1897 – Gusen 02/01/1945).

Capitano degli Alpini, aveva scelto di fare il sindacalista con lo scopo di migliorare le condizioni di lavoro e, di conseguenza, di vita dei suoi coetanei e colleghi che lavoravano nelle fabbriche del Varesotto.


Proprio per questa sua militanza antifascista, attirò l’attenzione delle milizie nazifasciste che lo arrestarono e lo deportarono, insieme, ai combattenti del San Martino, a Mauthausen il 07 agosto del 1944, dove venne classificato come “schutzhäftlinge”, ovvero prigioniero pericoloso, oppositore politico, deportato per motivi di sicurezza.

Venne, in seguito, trasferito al campo di Gusen dove trovò la morte il 2 gennaio 1945.


La pietra d’inciampo in suo ricordo è posata in viale Rimembranze a Cunardo dove il povero Dante abitava.


Emilio Comi e Giuseppe Sulmincio 

Emilio Comi (Induno Olona, 22/05/1902 – Gusen, 03/01/1945), partigiano nel “Gruppo Cinque Giornate”, viene arrestato a Induno Olona il 14 novembre 1943. Dopo un periodo di detenzione nel carcere varesino dei Miogni, il 24 marzo del 1944 viene trasferito al carcere di Parma., dal quale viene poi tradotto, tra il 24 e 27 giugno del 1944, a Mauthausen. Classificato come “deportato per motivi di sicurezza (schutz), ed infine al campo di Gusen dove verrà assassinato il 3 gennaio del 1945.

Giuseppe Sulmincio (Induno Olona, 18/04/1910 – Wien-Florisdorf, 06/04/1945). Anch’egli partigiano nel “Gruppo Cinque Giornate”, segue la medesima sorte toccata a Emilio Comi. Arrestato il 14 novembre del 1943 perché sospettato di appartenenza alla Resistenza partigiana, viene incarcerato ai Miogni, inviato a Parma e, in seguito, a Mauthausen. Classificato come “schutz”, verrà assassinato nel campo di Wien- Florisdorf il 6 aprile del 1945.

Le pietre d’inciampo in loro ricordo sono state posate in via G. P. Porro, 32 a Induno Olona.

2 marzo 2024

6 aprile 2024

Luigi Bonomi

Luigi Bonomi (Mesenzana, 01/09/1920 – Mauthausen, 26/04/1945), di professione stuccatore, l’8 marzo del 1940 viene richiamato alle armi, ma - dopo alcuni ricoveri in ospedali militari - dichiarato idoneo ai servizi sedentari, viene trasferito a Vercelli, dove si trova l’8 settembre del 1943. 

Come molti giovani della provincia, dopo la firma dell’armistizio, entra a far parte del gruppo partigiano del San Martino.

Arrestato il 17 gennaio del ’44, viene dapprima incarcerato ai Miogni, successivamente inviato al carcere di Parma e - infine - deportato a Mauthausen, dove giunge il 12 luglio 1944.

Dopo una breve parentesi nel campo di Gusen, viene nuovamente trasferito a Mauthausen dove verrà assassinato il 26 aprile del 1945.


La pietra d’inciampo in suo ricordo è posata a Mesenzana in via Pianazzo e Piatta, dove Luigi abitava.

Pietro Bestanzetti

Pietro Bestanzetti, nasce a Vittorio Veneto nel 1901. A 12 anni inizia a lavorare a Milano, dove era andato a vivere con la famiglia. Negli anni ’30 si sposa e si trasferisce a Saronno.

Non si è mai iscritto al Partito Nazionale Fascista e, anzi, organizza la commissione interna dei lavoratori nell’azienda in cui lavora, della quale è nominato rappresentante sindacale.

Dopo l’8 settembre del 1943 entra in clandestinità e promuove gli scioperi del 1943/1944.

In seguito alla repressione degli scioperi, viene arrestato e deportato nel campo di Mauthausen/Gusen, dove morirà il 2 giugno 1944.

La pietra d’inciampo in suo ricordo è posata a Saronno in via Ramazzotti, 12.


4 maggio 2024

1 giugno 2024

Luigi Caronni

Luigi Caronni nasce a Saronno nel 1906.

Convinto antifascista - sebbene non attivo politicamente - il 3 marzo del 1944 viene arrestato dalla Guardia Nazionale fascista, in seguito ad una denuncia anonima, nella sua edicola di via Milano 2 a Saronno, dove - al piano superiore - c’era anche la sua abitazione.

Venne portato inizialmente nel piazzale del Santuario da dove - insieme ad altri prigionieri - fu trasportato a Milano, al carcere di San Vittore e - successivamente - a Bergamo dove incontrò Pietro Bastanzetti, del quale abbiamo parlato lo scorso mese.

A Bergamo fu adibito all’approvvigionamento dei generi alimentari per i suoi compagni di prigionia.

Questo suo ruolo suggerì al cognato di Luigi di tentare una eventuale fuga, ma - all’idea che il suo gesto avrebbe provocato ritorsioni nei confronti dei suoi compagni di prigionia - Luigi Caronni rifiutò.


L’8 aprile del 1944 arrivò al campo di sterminio di Mauthausen e - in seguito - al sottocampo di Gusen, dove morì il 23 aprile del 1945.


La pietra d’inciampo in sua memoria è stata posata in via Caronni al numero 2 - originariamente via Milano - dove Luigi Caronni abitava.

Germania: il risveglio di una coscienza civile

Tra il 20 e il 21 gennaio la società civile tedesca si è mobilitata contro il partito di estrema destra (Afd) dopo le recenti rivelazioni sul piano segreto di deportazione di massa di immigrati, rifugiati e richiedenti asilo.

Lo scandalo ha suscitato massicce proteste contro il partito e più in generale contro l'estremismo di destra in tutto il Paese. Numerose manifestazioni nelle principali città della Germania hanno portato nelle piazze oltre 1 milione e mezzo di cittadini e cittadine.


Il successivo fine settimana si è tenuto il ballottaggio delle elezioni amministrative in alcuni Länder. La consultazione ha visto la sconfitta di Alternative für Deutschland (AfD).


Il messaggio delle piazze è stato recepito dagli elettori e dalle elettrici: l’AfD ha perso consensi.


Gli analisti concordano nel riconoscere che le manifestazioni di piazza hanno avuto un ruolo chiave nel sensibilizzare l’opinione pubblica e nel risvegliare la coscienza civile dei Tedeschi, che hanno dimostrato di voler difendere la democrazia e i diritti umani fondamentali.

10 febbraio 2024

9 marzo 2024

Diritto al dissenso!

La manifestazione studentesca del 23 febbraio, repressa con violenza dalle forze dell’ordine a Pisa, induce a riflettere quanto la libertà di dissenso sia riflesso di una democrazia sana e funzionante:

1) Il dissenso stimola il dibattito pubblico e incoraggia a esaminare criticamente le proprie convinzioni e quelle degli altri.

2) Assicura che anche le voci delle minoranze siano ascoltate e considerate.

3) Favorisce la trasparenza e la responsabilità: il controllo dal basso è fondamentale per prevenire l’abuso di potere.

4) Rafforza la stabilità e la pace: dissentire in modo pacifico riduce le tensioni sociali e previene conflitti violenti.

5) Sostiene l’innovazione e il cambiamento: senza la libertà di sfidare lo status quo, le riforme sarebbero più difficili da realizzare.

Garantire la libertà al dissenso significa proteggere la diversità di pensiero, essenziale per una società aperta e progressista.


Fonti:

https://www.quirinale.it/elementi/107701

https://www.rainews.it/.../oggi-si-torna-in-piazza-a-pisa...

https://www.internazionale.it/.../pisa-cariche-manganelli...

Gaza: resistere senza la scuola

Nella Striscia di Gaza, in sei mesi di guerra, oltre 26 mila bambini e bambine sono stati uccisi o feriti e almeno mille hanno subito l’amputazione di un arto.

Il 78% degli edifici scolastici è stato danneggiato o distrutto e le aule rimaste sono state trasformate in campi profughi.


La mancanza di accesso all’istruzione e la violenza quotidiana rendono sempre più difficile resistere.

Questa guerra non distrugge solo Gaza, ma anche i principi fondamentali della tutela dell’infanzia. Il futuro di un Paese.

13 aprile 2024

11 maggio 2024

Donne iraniane: tra oppressione e resistenza

In Iran si è verificata una nuova ondata di repressione contro le donne che non indossano il velo in pubblico.

La polizia pattuglia le strade in cerca di donne senza velo e le autorità iraniane hanno minacciato di interrompere l’istruzione per le studentesse che non rispettano il codice di abbigliamento imposto, includendo il divieto di accesso al lavoro, alle cure mediche, ai trasporti pubblici. 


Le attiviste fanno di tutto per diffondere messaggi di resistenza: “Noi, le donne, mettiamo tutta la nostra energia nella resistenza ogni giorno. Ovunque ci battiamo contro la tirannia, nelle prigioni come nelle strade”.

La comunità internazionale monitora gli sviluppi con preoccupazione.


Fonti:

https://www.internazionale.it/.../la-vita-delle-iraniane...

https://www.amnesty.it/sorveglianza-e-sequestri-di-auto.../

17 febbraio 2024

Casa Ibe

La Realtà Resistente che vi presentiamo è "Casa Ibe", nata nel 2018 a Castellanza grazie ad alcune donne algerine e marocchine che, insieme a volontari italiani, hanno voluto raccontare il mondo arabo, sfidando pregiudizi e diffidenza. 

Grazie a corsi di lingue, iniziative solidali e momenti di incontro all'insegna del buon cibo arabo, Casa Ibe ha saputo ritagliarsi un posto importante nell'associazionismo cittadino, conquistando il rispetto e l'amicizia dei loro concittadini.


Un velo e usanze differenti dalle nostre non appaiono più per i cittadini di Castellanza motivi per stare alla larga, anzi: gli eventi sono sempre affollati e c'è voglia di scoprire e conoscere le tante anime del mondo arabo, grazie a Casa Ibe.

Ali d'Aquila

La Realtà Resistente che vi presentiamo è "Ali d'Aquila", associazione nata nel 2009 nell'Oratorio San Filippo Neri di Busto Arsizio (VA), da alcuni giovani che avevano iniziato a fare volontariato per i senzatetto.

Ogni Sabato mattina offre una doccia calda, un cambio d'abito e un pasto caldo. Vuole restituire dignità alle persone più bisognose, resistendo a una visione individualista della società.


Informazioni:

As Ali d'Aquila

www.instagram.com/associazione_ali_d_aquila

16  marzo 2024

20 aprile 2024

Santa Eurosia

La Realtà R-esistente di cui vi parliamo in questo mese è l'associazione "Santa Eurosia" di Gallarate, che si occupa di gestire due importanti attività solidali, la mensa del Ristoro del Buon Samaritano e casa Eurosia. 


La mensa, nata nel 2009, è un servizio diurno che offre un pasto caldo ogni giorno a 40/50 persone, che trovano la possibilità non solo di mangiare, ma anche di essere accolti e ascoltati. Casa Eurosia è invece formata da una dozzina di alloggi per persone che erano senzatetto e si sono trovate durante il Covid senza punti di riferimento e senza la protezione di una dimora. 


Entrambi i servizi - gestiti dall'associazione e vivi grazie all'impegno della comunità ecclesiale Gallaratese e di tanti volontari - si basano su un assunto, come racconta don Riccardo Festa: la volontà di resistere e di opporsi al pregiudizio che ci siano vite irrecuperabili. 

Bicipace

La Realtà R-esistente di cui vi parliamo in questo mese è l'associazione "Bicipace", nata nel 1982 a Legnano, con l'intento di promuovere lo sviluppo sostenibile del Pianeta, senza ricorrere alle armi. Dalla prima edizione della BiciPace del 1983, si arriva alla 40°esima edizione, con sempre più persone provenienti da tanti comuni del Varesotto, del Milanese e del Novarese e con una raccolta fondi a sostegno di alcune realtà che promuovono gli stessi valori. 


Informazioni:

https://bicipace.wordpress.com/

https://www.facebook.com/Bicipace

https://www.instagram.com/bicipace

18 maggio 2024

24 febbraio 2024

Il Museo Nazionale della Resistenza di Milano

A Milano è in costruzione un Museo destinato a diventare un punto di riferimento per raccontare la storia Partigiana: si tratta del Museo Nazionale della Resistenza, che nasce dall’intesa tra Comune di Milano e Ministero della Cultura per la realizzazione della più importante opera per la conservazione e visione del materiale storico inerente il periodo della Liberazione e dell’immediato dopoguerra.


La sede sorgerà lungo i Bastioni di Porta Volta, tra via Montello e via Volta, all’interno di un’area di proprietà comunale originariamente destinata a funzioni terziarie.


Il Museo offrirà al visitatore un’immagine aggiornata e complessa della Resistenza, inquadrandola nel suo contesto più ampio. Fornirà documenti, scenari e narrazioni per far conoscere la storia dell’Italia e soprattutto per stimolare un dibattito funzionale necessario a costruire una cittadinanza consapevole, uno dei pilastri su cui su basa l’identità nazionale e la democrazia.


L'obiettivo è anche restituire le varie sfaccettature della Resistenza, la sua pluralità dal punto di vista ideale, motivazionale, territoriale e sociale. Si darà rilievo alle diverse esperienze dei deportati e delle vittime di guerra, dalle stragi fasciste e naziste ai bombardamenti. Verrà ricostruita la complessa interazione della Resistenza con le forze alleate e il Regno del Sud. Si chiariranno le relazioni tra i vari attori della guerra e la popolazione civile.


Il completamento dell’opera è previsto per il 25 aprile del 2025, 80° Anniversario della Liberazione dell’Italia dal regime.


Da oggi sino al momento dell’inaugurazione, il sito racconterà le storie e i protagonisti della Resistenza, con l’intento di avvicinare i cittadini ed il pubblico internazionale a fatti e valori della lotta di liberazione, di consentire loro di conoscere il progetto e seguire il cantiere, così come di sensibilizzare e coinvolgere i giovani, grazie anche alle sezioni come “Il Museo che vorrei”, “Timeline” e “Storie di Resistenza”.


Fonti:

museonazionaleresistenza.it

https://www.comune.milano.it/.../museo-nazionale-della...

“Sarò la tua memoria”

“Sarò la tua memoria” è il primo romanzo per ragazzi di Mario Calabresi, giornalista e scrittore, figlio del commissario Luigi Calabresi, assassinato nel 1972 quando Mario aveva poco più di due anni.
Racconta la storia dell’olocausto dando parola a chi non l’ha vissuto ma ha provato a capirlo.

Joshua ha quattro anni quando ascolta l’inizio della storia della nonna Andra,

sopravvissuta ad Auschwitz insieme a sua sorella Tatiana, e ad altri cinquanta bambini.

L’epilogo di quella storia terribile arriva dopo molti anni e dentro Joshua nasce una domanda: quale voce racconterà la Shoah quando non ci sarà più alcun testimone vivente?

Decide così di rivivere, adolescente, quell’esperienza, rinchiudendosi per sette giorni nel garage di casa, dove patisce freddo, fame e solitudine. Alla fine, anche se solo in parte, comprende quello che hanno passato la nonna e tutti coloro che sono stati deportati come lei. E racconta. E non smette di raccontare, perché nessuno dimentichi.


Il libro offre un punto di vista nuovo sulle vicende della seconda guerra mondiale, ma sprona anche a non restare indifferenti, provando a mettersi nei panni di chi, ancora oggi, vive i conflitti, ma anche condizioni di povertà, fame, disperazione, nel tentativo di migrare verso luoghi più sicuri dove costruirsi un futuro.

23  marzo 2024

27 aprile 2024

"Istruzioni per diventare fascisti" - Michela Murgia

Questo mese dedichiamo spazio ad un manuale. E non un manuale qualsiasi, uno per scoprire e coltivare il fascista che c’è in noi!

Con un linguaggio ironico e pungente, Michela Murgia ci accompagna in questo percorso che ci ricorda quanto sia bella ma anche vulnerabile la nostra democrazia.

Siamo portati a darla per scontata e a pensare che il fascismo sia ormai un ricordo lontano e superato.

Dopotutto, com'è possibile che in una democrazia con il nostro passato possa tornare lo spettro di una dittatura?

Sicuramente non con un attacco esplicito e frontale.

Ma con la giusta attenzione alle parole che si usano, puntando sulle inevitabili inefficienze che il confronto democratico si porta dietro, banalizzando la comunicazione, facendo leva sulla paura ed il malcontento, si possono usare gli stessi meccanismi democratici per insinuarsi e mimetizzarsi nelle pieghe della democrazia e da lì provare a rifiorire.


Nel libro si ricorda inoltre l'importanza della memoria.


La memoria è labile e, entro una certa misura, manipolabile.

E il rischio aumenta con il passare del tempo dagli eventi originali, soprattutto quando i testimoni diretti iniziano a venir meno.

Difendere la nostra memoria è, quindi, un imperativo quanto mai attuale.

Come tutte le istruzioni, è un libro da tenere a portata di mano: si può dargli un'occhiata alla sera, prima di guardare il telegiornale.

Si può dargli un'occhiata se in qualche momento non ci si sente fortunati ad avere il privilegio di vivere in una democrazia.

Si può dargli un'occhiata quando si sente dire che la retorica sui partigiani è inutile e superata.

Come tutte le istruzioni, lo scopo è aiutarci: in questo caso, aiutarci a svegliare dal torpore la nostra coscienza critica e a guardare il mondo senza mai fermarsi alle sole apparenze.

Processo alla Resistenza” - Michela Ponzani

Cosa resta della Resistenza nella Repubblica? Rimosso dalla memoria collettiva, il “Processo alla Resistenza” - celebrato nelle aule di giustizia dopo il 1945 - ha animato per decenni il dibattito mediatico, plasmando distorsioni, manipolazioni, miti e luoghi comuni “antiresistenziali” in una serie di polemiche a posteriori.

Michela Ponzani – docente di storia contemporanea all'Università degli studi di Roma «Tor Vergata» – nel suo omonimo saggio “Processo alla Resistenza” ci aiuta a capire perché sia così diffusa l’ostilità nei confronti della memoria della lotta antifascista, a quali fonti essa faccia riferimento e l’origine delle polemiche che sistematicamente accompagnano la festa del 25 Aprile per delegittimare la Resistenza e la matrice antifascista della Costituzione.
Ci fa sentire in modo netto quanto sia importante impegnarsi per tutelare la verità storica e il profondo valore etico di quella “ rivolta morale per la democrazia” che fu la Resistenza.

25 maggio 2024

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